L'amministrazione della città di Ivrea, avendo a disposizione un complesso edilizio di pregio e disponendo di importanti collezioni (Collezione orientale Garda, Collezione archeologica e, recentemente, lascito Guelpa) ha intrapreso un percorso di valorizzazione di queste risorse proponendo la realizzazione di un moderno spazio culturale, imperniato su contenuti museali, che dia un decisivo contributo alla conoscenza, alla divulgazione ed allo studio del patrimonio già a disposizione della Città ma attualmente di difficile e limitato accesso pubblico.
Alla nascita del progetto di ristrutturazione e riallestimento del Museo civico Garda hanno partecipato, di comune accordo, l'assessorato alla cultura e turismo e l'assessorato all'urbanistica e lavori pubblici del Comune di Ivrea. Recentemente essi sono stati affiancati dalla Fondazione Guelpa, sorta allo scopo di tutelare e far conoscere , nel suo valore artistico, l'eredità della signora Lucia Guelpa.
Una parte di lavori sull'edificio sede del museo è già stata realizzata. Si sta ora operando affinché si completino le opere e si proceda all'allestimento secondo le linee d'intervento tracciate.
I beni culturali oggetto dell'intervento sono, in sintesi:
L'edificio su cui si sta progettando il nuovo intervento museale è collocato in Piazza Ottinetti e presenta una significativa valenza storica, ambientale ed architettonica.
La struttura consente una grande flessibilità nella connessione ed utilizzazione futura dei vari ambiti museali. Gli spazi presentano una variegata composizione: al piano terreno si articolano nel porticato esterno e nei locali interni; al primo piano si distribuiscono in lunghi corridoi interni da cui si dipartono ali laterali.
La grande importanza delle collezioni ed il carattere della struttura forniscono l'occasione ideale per progettare una serie di interventi volti a conseguire la realizzazione di un moderno complesso culturale, centrato sulla funzione museale ed aperto, oltre che agli studi specialistici dei cultori delle materie, al grande interesse delle fasce scolari, del turismo culturale e dei cittadini in genere.
A tal fine è determinante la collocazione urbana del complesso edilizio che si affaccia sulla centralissima via Palestro e fruisce di una delle più grandi piazze della vita cittadina. Inoltre l'edificio, che trae origine dall'antico convento di "S. Chiara", è collegato con il percorso storico all'intero complesso monumentale costituito dal Castello, dal Duomo, dal Seminario e dagli edifici connessi, circoscritti a nord dagli antichi bastioni.
Tale collocazione potrebbe pertanto, se giustamente valorizzata nelle sue funzioni interne, prefigurare l'apertura di una "porta" che leghi culturalmente e fisicamente il cittadino alla storia della sua città ed alle sue emergenze monumentali.
Il progetto nasce da alcune idee forti che possano costituire allo stesso tempo sia un elemento di richiamo che uno strumento di apertura ad una vasta pluralità di funzioni e di utilizzi diversi degli spazi.
Assumendo come dato di fatto la grande ricchezza delle collezioni, dei reperti e del materiale culturale a disposizione, si delineano come esigenze del progetto la necessità di raggiungere una grande divulgazione ed una elevata flessibilità d'uso, al fine di rendere compatibile la macchina museale con la sua funzione socio-culturale, nonché con la sua gestione economica.
La grande divulgazione si persegue con l'adozione di strumenti per l'approccio multimediale ai temi, nonché con la realizzazione di alcuni ambiti di forte impatto emozionale che sintetizzano l'idea portante del museo.
La flessibilità d'uso si persegue con l'ideazione di spazi adeguati all'alternanza dei temi, alla varietà dei percorsi di visita ed alla pluralità dei livelli di utenza (dallo studente dell'obbligo allo specialista, allo studioso).
La necessità di coniugare efficacemente il patrimonio artistico e culturale a disposizione con le esigenze di progetto ha fornito l'occasione di riflessione per organizzare gli spazi dell'architettura lungo il filo conduttore del "concetto di viaggio".
Il viaggio inteso come viaggio del collezionista o come viaggio degli oggetti o, ancora, come viaggio del visitatore, nel passato, nel futuro, nella storia, nell'arte, nella scienza e così via, attraverso gli strumenti messi a disposizione dell'apparato museale; un viaggio il cui percorso si possa scegliere da parte del visitatore secondo le programmazioni in atto nella struttura.
Nel viaggio concettuale si potranno visitare le sale espositive (sale per la collezione di arte orientale, sale per la collezione archeologica, sale dedicate alla signora Lucia Guelpa e alla collezione Croff). Si potrà inoltre fruire di esposizioni temporanee nell'apposita sezione per le mostre, dedicarsi al godimento delle installazioni multimediali e seguire le attività didattiche o i convegni a tema nella sala polifunzionale. Sono altresì previsti una caffetteria e un bookshop.
Gli spazi multimediali sono pensati per stimolare la curiosità dei visitatori verso i contenuti del museo; in particolare lungo la manica interna si ipotizza la ricostruzione di un vagone ferroviario dell'Ottocento (evocativo di un viaggio del passato) sui cui fianchi, in corrispondenza dei finestrini, scorrono su grandi schermi televisivi suoni ed immagini secondo i temi delle mostre allestite. Si pensa inoltre alla realizzazione di un veicolo tecnologico fornito di mezzi multimediali a disposizione del singolo utente.
Ci si auspica che, con l'apporto di tutti, si possa portare a compimento quanto impostato.
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